L’Altra, Lui, Lei di Alessandra Berton

Locandina

– COMUNICATO STAMPA –

Lui ama lei, l’altra e se stesso. L’Altra ama (o forse amava) lui. Lei… è realmente capace di amare? Può sembrare un triangolo sentimentale dei più classici, quasi scontato, ma entrarvi dentro è tutta un’altra storia.

Il prossimo 19 luglio, alle ore 21.00, il Cinema Teatro Masaccio di San Giovanni Valdarno presenta “L’Altra, Lui, Lei”, commedia in un atto di Alessandra Berton, per la prima volta in scena con la regia di Nika Perrone.

Il pubblico – coinvolto in una vicenda che stravolge la routine della quotidianità in un gioco di introspezione, dialogo e scontro – coglierà la freschezza e la profondità di riflessione su temi quali l’amore, l’amicizia e il tradimento, nelle parole e nei pensieri dei tre personaggi.

“L’Altra, Lui e Lei” è uno spettacolo teatrale curato nei dettagli da giovani professionisti: sul palco il trio scoppiettante e affiatato è formato da Alessandra Berton, Ivano Calafato e Valeria Spada, diretti da Nika Perrone con scenografia di Luca Lunati, fotografia di Matteo Nardone e graphic design di Barbara Magazzù.

Lo spettacolo è aperto al pubblico e il costo del biglietto è di 10,00 euro.

E’ previsto un ingresso ridotto di 7,00 euro (per under 18 e over 65).

Locandina

L’Altra, Lui, Lei

L’Africa sfila a Roma ed emoziona. Con colori e tanta energia – FOTO

Christie Brown, Portenerier Roth, Kiki Clothing e Stella Jean portano ispirazioni e suggestioni di un paesaggio sub sahariano sulle passerelle di AltaRoma AltaModa luglio 2013.

Christie Brown

Christie Brown

Christie Brown

Christie Brown

Christie Brown

Christie Brown

Christie Brown

Christie Brown

Portenier Roth

Portenier Roth

Portenier Roth

Portenier Roth

Kiki Clothing

Kiki Clothing

Kiki Clothing

Kiki Clothing

Stella Jean

Stella Jean

Stella Jean

Stella Jean

Stella Jean

Stella Jean

Stella Jean

Stella Jean

Stella Jean

Stella Jean

Backstage

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“Da hardware a software, il negozio come fabbrica delle emozioni”

Pietro Negra, presidente e fondatore di Pinko, sottolinea la centralità del desiderio d’acquisto. Da provocare nel consumatore con empatia e innovazioni tecnologiche

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Pietro Negra - Ph. Mavi Caracuta

Pietro Negra – Ph. Mavi Caracuta

Endorfina, emozioni: siamo una fabbrica di entertaiment”. Pietro Negra, presidente e fondatore del brand Pinko, ospite a La Sapienza in occasione del VII appuntamento con I Professionisti della Moda, evidenzia la necessità di un contatto diretto con il cliente finale, attraverso stimoli e impulsi che colpiscano la sfera emotiva. “Il negozio non è più un semplice contenitore, il consumatore deve divertirsi: non vendiamo solo abbigliamento ma intrattenimento”. Emozioni e tecnologia, elemento decisivo per innovare lo spazio espositivo. Tra le ultima novità,l’inserimento di uno store stylist che permette alle clienti di consultare, attraverso un totem interattivo presente in negozio, i consigli degli stylist più famosi.  Un valore aggiunto particolarmente apprezzato in Italia ma soprattutto all’estero. “Ogni negozio è diverso dagli altri”, spiega Negra,“una scelta che forse può penalizzare la riconoscibilità del brand ma che ben interpreta la volontà di stretto contatto con l’utente finale”. E’ l’emozione che crea il desiderio d’acquisto, “per questo motivo è in atto una profonda trasformazione del negozio, da hardware a software”.

Francesca Berton per Moda Sapienza

Dal filo al prodotto finito, una risposta ecosostenibile di filiera

Marco Lucietti: “Il cotone è il prodotto agricolo che inquina più di tutti, necessario un approccio green al mercato”

isko-bigColtivare e produrre cotone in maniera conscia ed ecosostenibile è fondamentale. Altrettanto lo è comunicare questo valore al consumatore finale”. Trasparenza e tracciabilità di prodotto. Marco Lucietti, Global Marketing Director Sanko Holding-Isko Division, sottolinea l’importanza di un approccio green lungo tutta la filiera del denim. Dello stesso avviso anche Albert Llort, Global Head Of Textile Application Clariant, Federico Corneli, Fondatore/Ceo Haikure e Andrea Masotti, Partner @ Menabo-Leo Burnett – ospiti insieme a Lucietti del sesto appuntamento con I Professionisti della Moda – che ribadiscono la necessità di un capo ecosostenibile, in questo caso il jeans, dal filo al prodotto finito. Innovazioni e nuovi accordi di partnership sono la risposta per la creazione di una filiera solida e trasparente che rispetti l’ambiente. Una coerenza etica che deve però essere necessariamente tracciabile e comunicata al consumatore finale. “Altrimenti il nostro lavoro è inutile”, commenta Lucietti. E’ l’acquisto consapevole l’obiettivo finale di tutti gli interlocutori della filiera.

Francesca Berton per Moda Sapienza

Il fotografo Eugenio Recuenco veste le donne di Picasso

'Margot' di Pablo Piacasso ritratta da Eugenio Recuenco

Margot di Pablo Piacasso ritratta da Eugenio Recuenco

Come rappresentare le enigmatiche donne di Pablo Picasso nel mondo di oggi? Una possibile risposta la suggerisce Eugenio Recuendo, fotografo e artista madrileno che ha realizzato per il settimanale SMODA – supplemento di El Pais – un editoriale ispirato ai quadri del cubista spagnolo. Il progetto è un omaggio all’universo estetico e dinamico della moda, con frammenti di stile e tendenze presi in prestito dal vissuto quotidiano e immaginario: gli abiti disegnati da Dior, Vivienne Westwood, Burberry e Marni, insieme alle acconciature, il trucco e gli accessori necessari, riescono così a ricreare suggestioni e atmosfera del dipinto. Il risultato? Un nuovo punto di vista sullo stile unico e personale di Pablo Picasso.

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Il cinema rende eterni. E l’abito diventa un’icona

Gabriella Pescucci e Alessandro Lai raccontano la magia di un costume di scena e i rischi legati alla moda: “lo stilista inevitabilmente data il film”

Gabriella Pescucci

Gabriella Pescucci, costumista e premio Oscar nel 1993 per L’età dell’innocenza di Martin Scorsese

Gabriella Pescucci e Alessandro Lai - Ph. Mavi Caracuta

Gabriella Pescucci e Alessandro Lai – Ph. Mavi Caracuta

“Moda e cinema sono due mondi completamente diversi, come diversi sono i loro interessi”. I costumisti Gabriella Pescucci e Alessandro Lai, ospiti a La Sapienza in occasione del quinto appuntamento con i Professionisti della Moda, hanno spiegato agli studenti la differenza tra costume di scena e una collezione. Due mondi apparentemente affini ma in realtà molto distanti. “E’ vero molto spesso abbiamo a che fare con il mondo della moda, come sponsor soprattutto, ma il nostro è un mestiere diverso da quello dello stilista”, sottolinea Gabriella Pescucci, vincitrice di un premio Oscar nel 1993 per L’età dell’innocenza di Martin Scorsese.

Un costumista, dopo un’attenta e approfondita ricerca storica artistica del periodo e della nazione di riferimento, deve subito creare il personaggio attraverso l’abito, definendo da subito hic et nunc di una scena cinematografica. “La scelta di uno stilista rischia di datare inevitabilmente un film, sottolinea Alessandro Lai, “il total look non é mai realistico a meno che non ci siano esigenze di copione, come per Il diavolo veste Prada”.

I costumi devono avere la capacità espressiva di fissare un personaggio o uno stile fuori da ogni epoca. “Il cinema rende eterni”.

Francesca Berton per Moda Sapienza

I Borgia (2011) - Costumi: Gabriella Pescucci

I Borgia (2011) – Costumi: Gabriella Pescucci

Mine vaganti (2010) - Costumi Alessandro Lai

Mine vaganti (2010) – Costumi: Alessandro Lai

C'era una volta in America (1984) - Costumi: Gabriella Pescucci

C’era una volta in America (1984) – Costumi: Gabriella Pescucci

Rosa e Cornelia (2000) - Costumi: Alessandro Lai

Rosa e Cornelia (2000) – Costumi: Alessandro Lai

La fabbrica di cioccolato (2005) - Costumi: Gabriella Pescucci

La fabbrica di cioccolato (2005) – Costumi: Gabriella Pescucci

L'età dell'innocenza (1993) - Costumi: Gabriella Pescucci

L’età dell’innocenza (1993) – Costumi: Gabriella Pescucci

Il nome della rosa (1986) - Costumi: Gabriella Pescucci

Il nome della rosa (1986) – Costumi: Gabriella Pescucci

Complessità e semplicità di un intreccio: la tecnica del wrapping

Beauty Bh Ed - Ph. Amleto di Leo

Beauty Bh Ed – Ph. Amleto di Leo

Il wrapping è un intreccio apparentemente semplice ma anche molto complesso. Tramite questa tecnica – personalizzata negli anni attraverso l’utilizzo sperimentale di materiali come seta, lana, cotone e ferro – riesco a ‘nascondere’ nella materia, una struttura tessile colorata all’interno del quale i soggetti rimangono come incastonati”. Lo scultore tessile Thomas De Falco, per la prima volta a Roma lo scorso 14 marzo con una performance allo Spazio Cerere, si definisce prima di tutto un creativo che esprime i propri bisogni profondi e gli stati d’animo, attraverso un lavoro che è inevitabilmente continuo. Una sperimentazione artistica legata soprattutto ai colori bianco, nero, grigio e un pizzico di rosso, più espressivi e diretti. “In Beauty Bh Ed, dietro i tre corpi di Sabrina Querci, Mauro Demestria e Alina Zahari” – uniti da un wrapping di 50 metri di capelli veri e finti – “si nascondono i contenuti latenti e accomunanti del mio pensiero artistico: distopia, amore, disperazione, forza, lontananza e desiderio. Dopo gli studi di design tessile a Milano, nel 2004 Thomas De Falco inizia a esporre i suoi lavori in mostre collettive ottenendo i primi riconoscimenti. Poi la prima performance nel 2010 alla Triennale di Milano, seguita da una continua ricerca di nuove sperimentazioni con tessuti e materiali sempre diversi. “Un lavoro  incessanteQuasi una dipendenza“.

Beauty Bh Ed - Ph. Niccolò Fano

Beauty Bh Ed – Ph. Niccolò Fano

Beauty Bh Ed - Ph. Niccolò Fano

Beauty Bh Ed – Ph. Niccolò Fano

Beauty Bh Ed - Ph. Amleto Di Leo

Beauty Bh Ed – Ph. Amleto Di Leo